Come scegliere le patate da cucinare bollite, quanto cuocerle e come metterle in pentola: alcuni segreti per non sbagliare un’operazione quasi banale
Cucinare le patate bollite? Più facile di preparare un uovo al padellino, lo pensano in molte. In fondo cosa ci vuole a mettere su una pentola piena d’acqua, salarla, aspettare che bolla e poi far lessare le patate? Vero, come è vero che ci sono errori banali ma fastidiosi che possono rovinare persino una preparazione così semplice.
Il primo particolare che dovete curare è la scelta delle patate.
Ce ne sono di molti tipi, ma non tutte sono adatte ad essere bollite anche se sembra strano. E allora una piccola guida alle loro caratteristiche per non sbagliare mai. Le patate a pasta gialla sono meno farinose ma più compatte. Per questo le dobbiamo usare per farle fritte, al forno, per l’insalata russa, insomma piatti nei quali devono mantenere la loro consistenza.
Quindi ricapitolando: per le patate bollite usate quelle a pasta bianca, quelle rosse e quelle viola. Con le altre potete preparare ricette diverse sempre a base di patate.
Adesso che avete imparato quali tipi di patate scegliere per una preparazione lessa, oppure per la purea, passiamo agli altri segreti per non commettere errori con queste ricette.
Altro errore abbastanza comune è quello di aspettare che l’acqua nella pentola bolla prima di immergere le patate. Invece è sbagliato perché passare dal freddo al bollente della pentola rischia solo di rovinare la polpa delle patate. Quindi fatele partire a freddo e calcolate circa 20 minuti da quando l’acqua bolle. Tanto, con una forchetta le potete bucare per verificare la cottura.
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