Squacquerone (Adobe Stock)
Diramata ieri un’allerta alimentare per il ritiro di diversi lotti di formaggio spalmabile. In particolare si tratta di squacquerone. Vediamo quali sono i rischi per la salute.
Si tratta di un formaggio da tavola morbido e spalmabile, particolarmente adatto per riempire la piadina romagnola. Un prodotto che viene dall’Emilia Romagna ma consumato ormai in tutta Italia e conosciuto per la sua bontà.
Stavolta però durante la produzione di questa delizia qualcosa è andato storto e il Ministero della Salute ha subito diramato un’allerta alimentare per rischio chimico. Vediamo quali sono i rischi per la salute a cui si può andare incontro consumando questo formaggio. Ecco il nome del prodotto interessato, il caseificio di produzione i lotti in questione.
Dal sito del Ministero della Salute è stata diramata ieri una nuova allerta alimentare. Dopo quella del tonno in scatola ritirati per rischio chimico alcuni lotti di produzione di un formaggio spalmabile solitamente utilizzato per riempire le piadine. In particolare si legge che il motivo del richiamo è dovuto al rischio chimico per la presenza di aflatossine m1 nel latte.
Nello specifico il nome del prodotto interessato è Squacquerone di Romagna Dop del Caseificio Pascoli srl in Via Rubicone dx, n. 220, a Savignano sul Rubicone.
Diversi come detto, sono i lotti di produzione interessati:
Chiunque avesse acquistato questi prodotti è tenuto a restituirli per non mettere a rischio la propria salute e quella dei propri familiari.
Tra l’altro sempre dello stesso caseificio sono stati ritirati anche altri formaggi.
Le aflatossine, che in questo caso sono state riscontrate nel latte, sono delle micotossine presenti nei mangimi o in alimenti contaminati da un fungo, l’Aspergillus flavus, che si trova di solito nelle zone molto calde e umide. Sono sostanze considerate nocive per la salute umana perché hanno un alto potere cancerogeno.
I rischi per la salute quindi sono molto gravi. Se si verifica un’aflatossicosi acuta, si manifesta un’alterazione dell’intestino. Questo può portare a un ritardo nella crescita dei bambini, o a un effetto immunosoppressivo.
Negli adulti invece se queste tossine vengono assunte in gran quantità possono provocare emorragie, danni epatici e in alcuni casi gravi anche la morte.
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