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Alimenti

Trucchi salva mamma: come far mangiare le verdure ai bimbi

Le verdure sono quegli alimenti che di regola i piĂą piccoli aborriscono. Scopriamo insieme come fargliele mangiare.

Se da una parte le associazioni pediatriche e gli enti per la nutrizione ci spiegano l’importanza degli ortaggi all’interno della dieta per la crescita, dall’altra spesso la realtà ci mostra un rifiuto all’approcciarsi a pisellini, carote, spinaci, ecc… da parte dei più piccoli.
In particolare, i bambini evitano le verdure verdi e quelle che risultano o troppo amare, o troppo dolci.
Per fortuna, esistono delle strategie che si possono mettere in atto al fine di aiutarli ad avvicinarsi anche a questi alimenti di norma meno apprezzati.

Come far mangiare le verdure ai piĂą piccoli

Bimbo che non vuole le verdure – Fonte: Adobe Stock

Durante lo svezzamento si sviluppa il gusto. E la lingua è pronta per giudicare quelli principali, ovvero il dolce, il salato, l’ amaro, l’ acido e l’umami. In questa delicata fase è possibile quindi fare qualcosa cercando di stuzzicare i più piccoli al fine di avvicinarli anche alle verdure.

Il fatto di non conoscere i cibi e gli alimenti, può rendere il bimbo curioso o insicuro rispetto ai cibi, e di norma alcune verdure, che hanno una texture ed un gusto differente dalle proteine e dalle carni o dai tuberi, potrebbero non raccogliere il suo consenso.
Tuttavia, esistono espedienti per le mamme ed i papà che hanno a cuore l’educazione alimentare dei propri figli.

Le verdure si prestano infatti a molte trasformazioni, ma soprattutto si possono “nascondere”, possono essere utilizzate nel gioco quotidiano e possono essere aiutate dalle loro amiche “erbe”.
Per orientarsi nel mondo, ad esempio, il bimbo utilizza lo sguardo, il tatto, l’olfatto e il gioco.
Le mamme ed i papĂ  possono servirsi di questi elementi per far entrare le verdure nella vita quotidiana dei loro bimbi.

Nascondere e trasformare. Le verdure si possono mimetizzare nei cibi in molti modi, frullandole, essiccandole, rendendole purea, centrifugandole, e scambiandole per qualcos’altro.
Ecco che le melanzane e le zucchine possono confondersi e sostituirsi alla pasta per le lasagne, le carote e le barbabietole possono essere centrifugate con ananas o mela per diventare succhi freschi e dissetanti. Spinaci e patate possono diventare polpette o hamburger, e in fine molte verdure si possono essiccare per essere mescolate a farine per fare paste, pani e dolci fatti in casa.

Giocare. Inserire i vegetali nella vita quotidiana è un modo per rendere familiare al bimbo questi alimenti. Siano freschi (ossia veri) o di peluche, giocare con “Mr Carota” o “Lady Melanzana, può aiutare il piccolo a familiarizzare con questi nomi e questi ortaggi, riconoscendoli ed apprezzandoli a pranzo o cena.

Usare le “amiche erbe”. L’olfatto ha un impatto determinante per un bambino piccolo.
Basilico, rosmarino, salvia, menta e prezzemolo, ci possono aiutare a far accettare una verdura ai bambini, inserendoli nel gioco, creando una situazione in cui le manine vengono sfregate e l’odore viene accettato e riconosciuto, mettendo a tavola delle foglie riconoscibili accanto a questa o quella verdura, è possibile stimolare il bimbo all’assaggio.

La vicinanza. Anche preparare la pappa del piccolo vicino a lui può esser utile, gli permette infatti di osservare gli alimenti, riconoscere le mani che li preparano, ascoltare la voce del genitore ed associare questi momenti ad un pasto felice.
In ultima istanza, ci siamo noi adulti. Il bimbo che tocca le verdure, le annusa, le porta alle labbra per sentire la consistenza. Usa lo sguardo per vedere come noi ci comportiamo. Le nostre mimiche facciali possono essere determinanti per far si che un bimbo decida di provare quella determinata verdura, d’altra parte se per mamma è così buona…

bambini con verdure – Fonte: Pexels

E’ necessario anche rendersi conto che l’amore che riversiamo nel cibo è fondamentale. E sempre per il fatto che i piccini sono empatici, una pappa o una verdura preparata con impegno e scrupolo sarà molto più buona di una fatta tanto per fare.

Danila Franzone

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